Luogo: Oratorio di Boccaleone
Relatore: Sig. VITTORIO BOSIO
Tema: LO SPORT IN ORATORIO

Il senso dello Sport.
I recenti fatti di cronaca hanno portato alla luce reali disagi legati al tema dello sport in generale.
È perciò necessario fermarsi subito e non passare oltre, per discutere insieme e tentare di riscoprire il vero significato del fare sport.
Il male dello sport non è il Calcio e bisogna evitare di demonizzare un gioco a favore di un altro, poiché sono gli atteggiamenti di chi lo vive ed i comportamenti di chi ruota attorno ad i campi a far sì che tale pratica sportiva si svolga nel giusto o nel modo errato.
Il vero senso dell’attività sportiva è dunque quello di riconoscere i vari ruoli, ed i connessi compiti, di quel determinato gioco:
- Società: deve fornire i mezzi per un’adeguata pratica sportiva;
- Allenatori e dirigenti: devono adottare le giuste scelte tecniche cercando di porre tutti gli atleti sullo stesso livello umano;
- Giocatori: (i veri protagonisti dello sport) devono portare in campo tutto il loro entusiasmo ed il loro impegno per portare a buon fine l’attività agonistica;
- Tifoseria: il loro impegno dev’essere finalizzato all’incitamento dei propri beniamini e non contro la squadra avversaria.
Un match sportivo potrà dunque definirsi bello non se la propria squadra vince, ma se si riesce a trovare un giusto mix tra tutti i fattori elencati, tale da far sì che si crei in campo un clima di serenità e di divertimento in modo che si possa disputare un vero incontro agonistico.
Perché fare Sport in Oratorio.
Fa piacere notare che la maggior parte delle adesioni all’attività sportiva provenga da quella fascia denominata: “Settore Giovanile”; tale gruppo è quello che deve impegnare la maggior parte delle nostre attenzioni.
L’Oratorio pone al centro delle proprie attività la persona, cercando di applicare nelle varie attività il “Progetto Educativo”; anche le società sportive oratoriali si attengono a tale strumento.
Bisogna sottolineare che la quasi totalità degli atleti che giocano a calcio, pallavolo e basket a Boccaleone appartengono e frequentano la realtà oratoriale; per tale motivo bisogna mantenere vivi i rapporti con l’Oratorio e con i suoi educatori, tentando di collaborare per trovare un progetto educativo condiviso verso tali ragazzi.
Oratorio e Società sportive oratoriali hanno un ulteriore tema in comune: l’Accoglienza, ossia:
- il ragazzo viene accolto come Persona e non come un numero;
- il giovane entra nelle nostre squadre per quello che è e non come un piccolo campione.
La chiave educativa dello sport.
L’obiettivo delle società è quello di dare la possibilità a chiunque desideri dedicarsi allo sport, di poterlo fare in tranquillità ed in serenità.
Dirigenti ed Allenatori dovranno dunque impegnarsi affinché adolescenti e giovani possano vivere appieno la loro esperienza e non su di una panchina.
I tecnici dovranno cercare di far giocare tutti i propri atleti, mettendo sullo stesso livello atleti bravi e non, poiché chi è realmente bravo non ha bisogno di molto aiuto come invece ne hanno particolarmente bisogno i giocatori meno capaci.
Far giocare tutti significa donare a tutti i ragazzi lo stesso livello di attenzione, senza sacrificare lo spirito sportivo di qualche ragazzo, poiché nel tempo ricorderà la sua parentesi sportiva giovanile negativamente.
Il vero senso dello sport giovanile sta nel far divertire i ragazzi e nel creare un clima sereno e gioviale, tentando di far emergere in ogni giocatore le proprie attitudini sportive tali da farlo entrare in campo senza paura.
Allenatore e Dirigente: Educatori sì o no?
Allenatore, dirigente o tecnico NON possono scindersi dalla figura dell’Educatore!
In che modo lo sono? Sicuramente facendo bene il proprio lavoro in squadra e proponendo ai ragazzi un gioco serio e onesto si è educatori.
Naturalmente alla base di questo ci devono essere delle Regole serie e condivise da tutti.
Se, per esempio, si dovesse dire che l’allenamento è la base del gioco della partita, questa regola deve essere rispettata e condivisa da tutti, bravi e non; solo in questo modo si riesce a creare un senso di responsabilità nel ragazzo.
Non per ultimo va detto che il numero di ore che trascorrono insieme allenatore, dirigente e giovane ogni settimana, è piuttosto considerevole; questa cosa non è assolutamente banale e perora la tesi tecnico-educatore.
Considerato questo, un tecnico può far passare molti messaggi ai ragazzi, mirati ad uno Sport Vero, tentando di far passare i giusti atteggiamenti e non imitando erroneamente i gesti dei beniamini che molte volte sbagliano.
Per ultimo va ricordato di mantenere i rapporti anche con i genitori, ricordando loro in primo luogo che la palestra o il campo da calcio non è un parcheggio dei propri figli ed infine che i ragazzi devono essere lasciati liberi di vivere la loro esperienza sportiva, senza imposizioni.






